:: homepage | Comunicato Stampa 2 Gennaio 2007

Norcia: 39ª Marcia per la Pace

Il Card. Martino: «non si può invocare la pace e fare scempio della libertà dell’uomo»
Alla manifestazione hanno partecipato, diluite nella giornata, quasi tremila persone

Dalla 39ª Marcia per la Pace - “la persona umana cuore della pace” -, tenutasi a Norcia lo scorso 31 dicembre, è partito un messaggio forte e chiaro contro ogni forma di guerra. All’evento, organizzato Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, da Caritas Italiana, da Pax Christi e, quest’anno, dall’arcidiocesi di Spoleto-Norcia e dal comune di Norcia, hanno partecipato, diluite nell’intera giornata, quasi tremila persona.

Entusiasta della riuscita della manifestazione l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana: «due sensazioni vanno a confronto tra di loro: la singolare logica per cui dalla piccola Umbria ancora una volta è uscita una proposta alta destinata a fare molta strada in Italia e in Europa. L’altro motivo, che balza agli occhi nella fatica di questi mesi di organizzazione, è la maturità dei cristiani che si dichiarano a favore della pace e sanno mostrare le loro convinzioni, al di là dell’apparato esterno, ma, dove necessario, anche con la visibilità».

L’intensa giornata nursina è iniziata con la preghiera ecumenica nella chiesa del Crocifisso, presieduta dal Metropolita Armeno di Lione, Zakarian Armen. Alla preghiera sono intervenuti, con una omelia, il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Vincenzo Paglia e quello di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino. Hanno preso parte al momento iniziale anche il presidente della provincia di Perugia, Giulio Cozzari, l’arcivescovo eletto di Palermo e Nunzio Apostolico in Italia, mons. Paolo Romeo, il vescovo di Ivrea e Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, mons. Arrigo Miglio, quello emerito della stessa città, mons. Luigi Bettazzi, l’arcivescovo di Pescara-Penne e presidente di Pax Christi, mons. Tommaso Valentinetti, il vescovo di Gubbio, mons. Mario Ceccobelli, l’emerito della città dei ceri, mons. Pietro Bottaccioli, e il direttore della Caritas italiana, mons. Vittorio Nozza.
“Il buio nel mondo è fitto, ha detto Paglia; la violenza barbara sembra non fermarsi neanche in questi giorni. E’ nostro compito ridare forza al Vangelo della pace. La pace è la trasfigurazione dei cuori, a partire dai nostri. Da Norcia, ha concluso Paglia, possa partire una stella che illumini il buio di questo nostro mondo”. Il vescovo di Assisi ha esortato il popolo di Dio a non rendere vana la croce di Cristo. “Noi pensiamo e dobbiamo, ha affermato, annunciare al mondo la pace, perché ne siamo la sorgente”.
La parte centrale della preghiera è stato l’intervento del Metropolita Armeno, che si è detto molto felice di pregare insieme e parlare di pace. Ha fatto riferimento a Maria, madre di Cristo e madre di tutti gli uomini. “Rallegriamoci, ha detto il Metropolita, di avere una tale Madre in cielo e, insieme con lei, numerosi nostri fratelli e sorelle. La Marcia che stiamo vivendo deve condurci tutti all’amore fraterno, confidando nell’amore di Dio”.

Molto significativo anche la tavola rotonda al teatro civico di Norcia, dal tema “Acqua e pane per tutti”. Coordinati da Giocondo Leonardi, direttore della caritas regionale umbra, i relatori hanno cercato di riportare le centinaia di persone presenti alle radici dei bisogni dell’uomo, partendo appunto da due elementi base, quali l’acqua e il pane. “La Bibbia, fin dalla prima pagina, ci insegna che la creazione intera è per l’uomo, cui è demandato il compito d’applicare il suo sforzo intelligente nel metterla in valore e col suo lavoro, portala a compimento, sottoponendola al suo servizio. Se la terra è fatta per fornire a ciascuno i mezzi della sua sussistenza e gli strumenti del suo progresso, ogni uomo ha dunque il diritto di trovarvi ciò che gli è necessario”, ha affermato Rosario Lembo, segretario del comitato italiano per il contratto mondiale dell’acqua.
La maggiore responsabilità da parte dell’uomo è stato un tema che accomunato anche i due interventi successivi, quello di Simone Morandini, della Fondazione Lanza, e quello di Primo Di Blasio, segretario del Focsiv.
Dopo la visita alle Marcite di Norcia, antica canalizzazione realizzata dai monaci benedettini per garantire frumento anche nei freddi inverni nursini, e la festa-riflessione alla Palestra Nuova (con musiche e testimonianze su varie forme di conflitto: in famiglia, sociale, interiore e fra scienza e vita) i partecipanti si sono ritrovati in piazza S. Benedetto dove, ai piedi della statua del santo patrono d’Europa, è stato posto il tripode con la fiaccola benedettina pro pace accesa nello scorso luglio in Georgia.
E’ stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, ad accendere la prima torcia della fiaccolata. Alla manifestazione notturna, tra gli altri, erano presenti anche Savino Pezzotta, presidente della fondazione Ezio Tarantelli, don Luigi Ciotti del gruppo “Abele” di Torino, mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, mons. Arduino Bertoldo, vescovo di Foligno e mons. Diego Bona, vescovo emerito di Saluzzo.

Lungo il percorso, intervallati da canoni di Taizè e canti di pace, sono stati proposti per la riflessione testi di Madre Teresa di Calcutta, testimonianze di madri che hanno visto morire i loro figli in guerra, recitati brani musicali di Renato Zero (La vita è un dono), Paola Turci (Rwanda), Aleandro Baldi (Sarajevo) e Jovanotti (Salavmi). Inoltre, sono state recitate anche preghiere islamiche ed ebraiche, dei veri inni alla pace. Lungo il percorso, ad ogni porta della città, rappresentati delle diocesi umbre hanno consegnato alle autorità presenti una brocca d’acqua e un sacco di terra. L’acqua, frutto della vita, e la terra, frutto del lavoro, sono serviti per interrare e innaffiare un ulivo – posto all’interno della concattedrale - simbolo della pace, segno della giustizia.

La giornata si è conclusa con la messa in concattedrale presieduta dal cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace. Appena giunto a Norcia, su sollecitazione dei giornalisti presenti, si è espresso sull’uccisione di Saddam Hussein: «La pena di morte – ha dichiarato – è un abuso. La vita umana va rispettata dal suo concepimento fino al naturale tramonto. Ciascun uomo gode dei diritti civili e politici e nessuna istituzione internazionale o nazionale può modificare questo stato di fatto. Sono molto contento – ha aggiunto il Cardinale – di essere a Norcia per dire insieme ai giovani sì alla pace”.
Nell’omelia, invece, il porporato ha sviscerato il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace 2007, “La persona umana, cuore della pace”, invitando al rispetto della vita e della libertà religiosa di ognuno, alla promozione dell’uguaglianza, alla coltivazione dell’ecologia della pace e alla promozione di un contesto istituzionale che renda possibile tutto ciò. “Non si può invocare la pace e fare scempio della libertà dell’uomo», ha dichiarato. «Se amate veramente la pace, fatevi difensori dell’indisponibile. La pace è vocazione nell’alto e missione nel basso».

Le offerte raccolte durante la celebrazione sono state devolute alle Caritas della Georgia e dell’Armenia, per le rispettive mense dei poveri, con le quali l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, da ormai qualche anno, collabora.

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